L’uso non corretto di Internet: dall’abuso alla dipendenza

di Dr.ssa Francesca Carubbi

Fonte: Fonte: MedicItalia.it
La dipendenza da Internet o Net Addiction, nonostante ancora non sia classificata come un disturbo comportamentale a sé stante all’interno del DSM 5 (APA, 2013), a differenza del Gioco d’Azzardo, mostra, tuttavia, sintomi ben definiti da un punto di vista fenomenologico, ovvero come segni psicopatologici che possono essere osservati da un occhio clinico.

 

La dipendenza da Internet o Net Addiction, nonostante ancora non sia classificata come un disturbo comportamentale a sé stante all’interno del DSM 5 (APA, 2013), a differenza del Gioco d’Azzardo, mostra, tuttavia, sintomi ben definiti da un punto di vista fenomenologico, ovvero come segni psicopatologici che possono essere osservati da un occhio clinico.

Procediamo con ordine.

Il termine Dipendenza da Internet nasce nella seconda metà degli anni ’90 del secolo scorso, grazie ai lavori pionieristici di Golberg (1995) e di Kimberly Young (1996), che coniò il termine “Internet Addiction Disorder”. In Italia, il primo professionista che si interessò dell’Internet Addiction Disorder fu Tonino Cantelmi (2001), creatore, insieme a Del Miglio e Gamba, del Test U.A.D.I (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet), composto da 80 items, suddivisi in cinque fattori: impatto; sperimentazione; evasione, dissociazione e dipendenza.

L’impatto si riferisce alla quantità di tempo speso davanti alla Rete. La sperimentazione riguarda il processo di approccio alle novità ed all’apprendimento, soprattutto in termini di gratificazione, che se ne ricava (nel caso dei Internet, apprendo i suoi funzionamenti, le sue modalità ed il piacere connesso).

Il problema nasce quando il tempo speso davanti ad un computer e ad uno smartphone non è solo cospicuo, ma così piacevole e gratificante per il soggetto da oscurare ed escludere tutto il resto: ecco che la tecnologia, di cui sopra, diviene strumento elettivo per evadere (fattore Evasione) dalla realtà e, nei casi più gravi, di produrre una vera e propria dissociazione esperenziale (la Rete viene utilizzata non più in modo complementare alle altre attività, bensì come sostitutiva. Una vera e propria realtà parallela virtuale).

La dipendenza nasce quando si instaurano:

il bisogno reiterato e continuo della Rete e la sua relativa ricerca spasmodica (craving);
astinenza e tolleranza verso il comportamento d’abuso e dipendenza (nervosismo, scoppi d’ira e di aggressività quando si è costretti a stare lontani dalla Rete) e bisogno sempre maggiore della reiterazione del comportamento.

Ma quali sono i primi segnali di allarme? (Tonioni, 2011):

Tempo eccessivo trascorso davanti al PC o telefonino;
Diminuzione del rendimento, dell’interesse scolastico e difficoltà nelle relazioni tra pari (anche in termini di bullismo);
Isolamento sociale e familiare;
Scarso investimento emotivo nelle relazioni, anche per paura e vergogna;
Diminuzione degli interessi sociali;
Aumento dell’aggressività, nervosismo, compresa una progressiva scarsa tolleranza alla frustrazione, e umore che tende ad incupirsi.

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