Il transito nella tecnoliquidità postmoderna: la rete dai confini incerti e dalla potenzialità straordinarie

L’uomo è sempre più solo, di questo non si può non prendere atto. Eppure, siamo sempre più connessi, più immersi nella Rete, sempre più informati e stimolati E questa una delle più grandi contraddizioni che caratterizza l’attuale società, incessante, costantemente attiva ad ogni ora del giorno della notte, incapace di spegnersi e di staccare la spina. Una società segnata dall’abbraccio ineludibile della liquidità, come teorizzata da Bauman (2002), e della rivoluzione digitale, come descritta da Steve Jobs. Una società che è il risultato di un processo di decostruzione già avviato negli anni Sessanta e che coinvolse la politica, le istituzioni i sistemi educativi e la famiglia. Un processo di decostruzione che, forse, è stato portato all’estremo dalla rivoluzione digitale, perché nella postmodernità tecnoliquida non riguarda più le strutture esterne all’ uomo ma intacca a sua stessa identità…
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