L’orrore di Manduria il vuoto degli adulti

Fonte: Romasette del 12/05/2019 – Rubrica Pianeta Giovani. Non possiamo tacere. La vittima era una persona fragile, uno “scarto”, come direbbe Papa Francesco. A Manduria un branco di giovanissimi ha torturato per troppo tempo quello scarto, un uomo fragile e incapace di difendersi, sino alla morte. Tutti abbiamo letto la notizia. Tutti abbiamo giudicato quei ragazzi come troppo crudeli e troppo violenti, insultandoli crudelmente sui social; tutti siamo inorriditi, tutti ci siamo indignati per l’indifferenza dei tanti che sapevano e tacevano, tutti abbiamo valutato come orribile segno dei tempi i video con i quali gli stessi torturatori hanno ripreso le loro torture. Continua a leggere L’orrore di Manduria il vuoto degli adulti

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Dietro il caos esistenziale dei figli, l’assenza del padre…

Stiamo assistendo ad un incremento della crudeltà da parte dei ragazzi contro gli adulti. Perché? Cosa scatta o non scatta nella loro mente? E se fosse proprio la mancanza di una figura paterna capace di rimettere ordine? Articolo di Tonino Cantelmi
Fonte: Puntofamiglia.net del 20 giugno 2018 Continua a leggere Dietro il caos esistenziale dei figli, l’assenza del padre…

La Chiesa Italiana e la Salute Mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità

I malati e le persone “difettose” rischiano di essere lo “scarto” di una società troppo veloce, troppo efficiente e troppo smart. Ma nello “scarto” esistono gli ultimi degli ultimi: le persone che soffrono di disturbi psichici, sulle quali si abbatte uno stigma inesorabile. Il Convegno del 2 dicembre al quale saranno presenti, tra l’altro, il Card. Francesco Montenegro, Presidente della Commissione Episcopale CEI per il servizio della carità e la salute, il Card. Peter Turkson, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale e il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, è il risultato di un anno di lavoro, studi e ricerche del “Tavolo Nazionale per la Salute Mentale” promosso dall’ Ufficio Nazionale CEI per la pastorale della salute, in collaborazione con l’associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (Presidente T. Cantelmi). Il corso è accreditato ECM. Partecipazione gratuita previa Iscrizione

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Omicidio di Vasto: l’ombra gelida della vendetta e la prospettiva calda del perdono

Fonte: SIR del 08/02/2017 – Articolo di Tonino Cantelmi
La tragica vicenda di Vasto reclama qualche riflessione ulteriore. Sì, perché la vendetta è un comportamento che ci riguarda tutti e riguarda questa società sempre alla ricerca di colpevoli da giustiziare, sempre popolata da giustizieri pronti ad accusare gli altri (e ad assolvere se stessi). E tutti noi, quando la rabbia ci assale, convinti di aver subito una ingiustizia, anche minima, siamo lì, immediati paladini di una giustizia sommaria e cercatori di piccole e grandi vendette. Società spietata, e perciò bisognosa di perdono. Anche la psicologia sta riscoprendo il perdono come processo di adattamento efficace alle offese, migliore della vendetta. Continua a leggere Omicidio di Vasto: l’ombra gelida della vendetta e la prospettiva calda del perdono

An analysis of a Borderline Personality Disorder case with compulsive sexual perversions.

Fonte: Modelli della mente – Open Access, [S.l.], n. 1, lug. 2016 ed Francoangeli
In this study we will show how to conceptualize a Borderline Personality Disorder case with sexual perversions in terms of Interpersonal Motivational Systems and of Metacognitive functioning models, in order to allow a more targeted and effective clinical treatment. To this end, after a theoretical discussion we will analyse some psychotherapy transcripts.
In order to support our reflections and therapeutic choices we decided to refer to the metacognitive functioning model according to the Metacognitive- Interpersonal model (Semerari, 1999b; Dimaggio and Semerari, 2003; Carcione et al., 2008; Dimaggio et al., 2008; Dimaggio et al., 2009) and to the Interpersonal Motivational Systems theory within the Cognitive-Evolutionary model (Lichtenberg, 1989; Lichtenberg, Lachman and Fosshage, 1992, 1996; Liotti, 2001, 2005; Liotti, Cortina and Dazzi, 2008). Articolo di Cantelmi e Lambiase. Continua a leggere An analysis of a Borderline Personality Disorder case with compulsive sexual perversions.

Il treno impazzito, il camion assassino, il golpe sanguinario. Benvenuti nell’era della paura

La postmodernità tecnoliquida ci ha scaraventato nell’incertezza, nel fluire delle forme cangianti senza sostanza, nell’istante e nel provvisorio. Insomma la rinuncia all’identità, alla stabilità, alla progettualità ha creato la premessa. E così il terrorismo “totale” non ha avuto difficoltà a sbriciolare le ultime certezze. E così dopo le tragedie si fa strada una domanda inquietante: cosa accadrà domani? quando succederà di nuovo? dove? in che modo? Siamo entrati cioè nel tunnel del pensiero catastrofista. Articolo di Tonino Cantelmi.
Fonte: Sir del 18/7/2016 Continua a leggere Il treno impazzito, il camion assassino, il golpe sanguinario. Benvenuti nell’era della paura

Tecnofobia ed Homo Digitalicus

La dipendenza dalla connessione per l’uomo moderno è una delle maggiori debolezze.
Viviamo una quotidianità frenetica immersi nelle app degli smartphone e nei social che rappresentano una parte virtuale di noi irrinunciabile. Tonino Cantelmi parte da questo presupposto per costruire la sua teoria sulla tecnoliquidità. DAniela Scimeca intervista il prof. Cantelmi per Kultural. Continua a leggere Tecnofobia ed Homo Digitalicus

Per debellare il femminicidio occorre ripartire dall’infanzia

Fonte: laDiscussione del 30 Giugno 2016
“Credo che ogni femminicidio sia una sconfitta che interpelli tutti e segnala la progressiva perdita di umanità che sembra connotare questa epoca postmoderna e tecnoliquida”. A parlare è il professore Tonino Cantelmi intervistato da Carmine Alboretti per “laDiscussione”. Continua a leggere Per debellare il femminicidio occorre ripartire dall’infanzia

La morte di Sara una sconfitta per tutti

Noi siamo quelli che piangiamo sul latte versato, sì perché da piangere c’è veramente. Solo che lo facciamo sempre “il giorno dopo”, rammaricandoci di non aver prevenuto e restando scandalizzati da tanto orrore. L’orrore c’è stato eccome, e ha lasciato attonito anche chi per lavoro è abituato a vedere il peggio. Di Chiara D’Urbano Continua a leggere La morte di Sara una sconfitta per tutti