Pandemia, cambiamento sociale

Siamo oltre! Prima della pandemia da Covid-19, l’OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità- aveva previsto che, nel decennio 2020-2030, la salute mentale sarebbe stata la principale fonte di spesa sanitaria di tutto il mondo.
 

Chi ne ha risentito maggiormente?
Tutto il tema pandemico, in quanto minaccia traumatica, ha generato situazioni particolarissime: intanto l’isolamento ha danneggiato fortemente le relazioni degli adolescenti.
Sappiamo che l’adolescenza è tutta legata al tema relazionale … fondamentale per quella età dove il confronto con i pari costruisce la fiducia in se stesso, consolida i primi rapporti al di fuori della famiglia etc. Sulla neurologia infantile l’allarme è altissimo: abbiamo avuto il 30% in più in Italia di richieste di aiuto per la fascia riguardante i bambini e gli adolescenti. Parliamo di aiuto specialistico per patologie: disturbi di comportamento alimentare, autolesionismo, cutting, tentativi di suicidio e disturbi del comportamento. Nel 2020 abbiamo incrementato del 17% la prescrizione di psicofarmaci antipsicotici nella fascia dai 12 ai 17 anni. Un incremento ha riguardato anche gli adulti, operatori sanitari in prima linea. Studi fatti su pandemie precedenti hanno dimostrato che gli operatori sanitari, nei cinque anni successivi, presentano un incremento di depressione, ansia, apatia; i sopravvissuti, tutte persone traumatizzate; i long covid, cioè tutti coloro che presentano disturbi cognitivi, disturbi dell’umore dopo aver contratto il covid per molti mesi; gli anziani che sono stati minacciati, rinchiusi dentro casa, isolati, impauriti.
Alcuni si sono rifugiati nella negazione della stessa pandemia … La minaccia pandemica è una minaccia di morte. La mente, per alcuni, ha risposto in modo diverso in quanto il cervello ha messo in moto il sistema limbico, quella parte del cervello definita primordiale, attiva, viscerale ed emotiva che disattiva i lobi frontali, cioè il ragionamento.
Un cervello che mette in condizione di combattere o di fuggire ma non tende a razionalizzare. Incontrando ad esempio il mondo No Vax, ho constatato che le obiezioni razionali erano inconsistenti e a prevalere erano obiezioni emotive legate alla paura, a temi del complotto, a irrazionalità, a luoghi comuni …

E per le persone già psicologicamente fragili?
I pazienti con problematiche psicologiche pregresse che sono finiti in ospedale per il Covid, si sono trovati ad essere gestiti da personale non preparato alle patologie del paziente, peggiorando quindi la situazione emotiva psicologica. Qui al don Guanella abbiamo pensato di aprire un reparto Covid dedicato ai nostri pazienti per farli sentire a casa e per non aggiungere difficoltà a difficoltà. Siamo molto soddisfatti di aver preso questa decisione e dei risultati. Li abbiamo curati tutti e non abbiamo avuto alcun decesso.
 

Che futuro ci aspetta?
Nei prossimi tempi dovremmo fare i conti con la depressione, una patologia con un impatto sociale altissimo, con giornate di lavoro perse, disabilità, invalidità, blocchi di carriere. La depressione è una patologia in grado di rovinare la persona colpita e sconvolgere la struttura familiare intorno. Nei giovani il disagio riguarderà la disgregolazione emotiva e dell’impulsività…, aggressività, cortocircuiti sessuali, comportamenti oppositivi e provocatori… emergeranno disturbi del comportamento alimentare e tutte le dipendenze: gioco, shopping, relazioni affettive, sessuali, comprese quelle da sostanze.
Due dati importanti per la società del futuro riguardano i nostri bambini che troppo precocemente vengono a contatto con sostanze di abuso; già ad 11-12 anni e la pornografia (l’accesso alla rete che è aumentato in maniera esponenziale).
 

Torneremo alla nostra vecchia normalità?
Questa è pura illusione, il Covid ha fatto danni di cui non avevamo bisogno. Non torneremo come prima, non torneremo nemmeno meglio di prima, saremo diversi! Per la tecnologia, ad esempio, abbiamo avuto l’apice dimostrando, da un lato che abbiamo risorse notevoli per fronteggiare situazioni difficili, dall’altro, in merito al disagio emotivo, che non è una risposta sul
piano esistenziale in grado di intercettare i bisogni vitali dell’uomo e delle donne, che hanno bisogno di incontri reali.

Cosa ci porterà oltre…
Papa Francesco ha detto che la vera e unica risposta di senso alla pandemia è la cura delle relazioni. L’impegno è quello di essere autentici, veri, umili, empatici. Questo vale anche per la psicoterapia che si è orientata verso parole come perdono, compassione, accettazione, valori. Tutte parole relazionali.

Occorrerà un governo biopolitico in grado di gestire la società e la salute. .. ?
Avremo bisogno di un Governo che faccia il Governo e che ascolti i contributi della scienza.

Il suo appello al Governo, all’Europa?
La spesa sanitaria è pari al 4% del Pil di ogni nazione al mondo. Parliamo di almeno 1000 miliardi di dollari … È stato calcolato che per ogni dollaro investito se ne risparmiano 5! Nonostante questo, ancora oggi tutti gli osservatori affermano che l’impegno dei governi nella salute mentale nel mondo è ancora largamente insufficiente. In Italia abbiamo carenza di personale nei servizi fondamentali. Il PNRR, – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – messo in piedi dall’Europa, deve investire su questo, perché il disagio emotivo costa tantissimo alla società. Esso è un’opportunità in grado di rendere per il futuro, per la società, per tutti.

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