Campioni di social ma sempre più soli

Marco ha 15 anni ed è una webstar. Calabrese, obeso, vittima di bullismo feroce, occhi buoni ed intelligenti, Marco, mentre in macchina va al lavoro col padre, fa un video. Ad un certo punto si rivolge al padre Antonio e in modo dialettale lo esorta a fare un saluto: “Saluta, Andonio!”. Il padre si gira, muto, e non risponde, lo sguardo rimane appeso e inespressivo. Il video viene postato da Marco e diventa virale. Milioni di visualizzazioni e tanto successo. Nel giro di pochi giorni il ragazzino timido, chiuso, obeso, bullizzato e maltrattato, con un padre mutacico anche in casa e in definitiva infelice, si trasforma in una web star di successo. A 15 anni. In una intervista intensa, ammette però di essere consapevole del fatto che tutti cercano “Saluta, Andonio!”, ma non Marco, che le ragazze cercano il personaggio, non lui, che insomma è solo come prima. Si chiama “loneliness” il senso di solitudine percepita… Continua a leggere Campioni di social ma sempre più soli

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Chattare è un po’ mentire? I micro-tradimenti

Mettere like alle foto, iscriversi a un sito di dating ma senza incontrare mai nessuno. I limiti (e i rischi) dei flirt online.«Con la diffusione di Internet sono nate le relazioni completamente virtuali, intense quanto quelle reali. Con l’avvento dei social siamo andati oltre: non distinguiamo più tra reale e virtuale», argomenta Tonino Cantelmi. Intervista di Greta Sclaunich per il “Corriere della Sera” Continua a leggere Chattare è un po’ mentire? I micro-tradimenti

Mente analogica VS mente digitale. La psicologia dell’uomo tecnoliquido

Interventi del prof. Tonino Cantelmi al convegno del 2 Dicembre La Chiesa Italiana e la Salute Mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità. L’ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci: cosa rende umano un essere umano? Cosa resta dell’umanità? Esiste un limite invalicabile? Secondo molti – ha affermato Cantelmi – siamo alle soglie di una mutazione antropologica che riguarda il sistema cervello-mente. Guarda i video Continua a leggere Mente analogica VS mente digitale. La psicologia dell’uomo tecnoliquido

Lo scippo del futuro

Si chiama ACT, un modello di psicoterapia che, oltre a ripristinare abilità relative alla consapevolezza di sé, lega il benessere all’impegno, alla presa di coscienza che non si può vivere scollegati dai valori, cioè da quegli aspetti concreti ed ideali di noi stessi che non possiamo barattare con nulla e che costituiscono la meta di un percorso che richiede impegno, merito, fatica e fiducia nel futuro. E’ compito degli adulti, almeno degli ultimi adulti responsabili, restituire la certezza del futuro ai nativi precari, così tanto deideologizzati e così tanto abituati al provvisorio da non essere in grado neanche di balbettare il loro “no” allo scippo del futuro, condannati ad una sorta di sospensione esistenziale. Continua a leggere Lo scippo del futuro

Hikikomori: quando solo internet intercetta la solitudine dei nostri figli

Fonte: Punto Famiglia del 06/10/2017 , Photo by Jay Wennington on Unsplash.Dopo Neet e Blue Whale, c’è un’altra inquietante etichetta che evidenzia disturbi di comportamento nei nostri giovani è il fenomeno Hikikomori, dal giapponese ‘isolamento’. Di cosa si tratta? Quali i rimedi? Ne parliamo con Tonino Cantelmi, psicologo e psicoterapeuta. Continua a leggere Hikikomori: quando solo internet intercetta la solitudine dei nostri figli

Cosa rende umano un essere umano?

L’ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci cosa rende “umano” un essere umano. Esiste un limite invalicabile? Se e quando sarà possibile il mind-uploading, il trasferimento della mente cosciente su un dispositivo non biologico, saremo ancora “umani”? Qual è il destino della “specie umana” dopo la Singolarità quando le macchine avranno facoltà intellettive superiore alle nostre? Esiste, in definitiva, un residuo umano irriducibile a qualsiasi trasformazione? Fonte: SoloTablet Continua a leggere Cosa rende umano un essere umano?

L’uso non corretto di Internet: dall’abuso alla dipendenza

Articolo della dott.ssa Francesca Carubbi La dipendenza da Internet o Net Addiction, nonostante ancora non sia classificata come un disturbo comportamentale a sé stante all’interno del DSM 5 (APA, 2013), a differenza del Gioco d’Azzardo, mostra, tuttavia, sintomi ben definiti da un punto di vista fenomenologico, ovvero come segni psicopatologici che possono essere osservati da un occhio clinico. In Italia, il primo professionista che si interessò dell’Internet Addiction Disorder fu Tonino Cantelmi (2001), creatore, insieme a Del Miglio e Gamba, del Test U.A.D.I (Uso, Abuso e Dipendenza da Internet), composto da 80 items, suddivisi in cinque fattori: impatto; sperimentazione; evasione, dissociazione e dipendenza. Continua a leggere L’uso non corretto di Internet: dall’abuso alla dipendenza

Haters, quando i network dell’umano si frantumano il web si espande

Fonte: DIRE – Notiziario settimanale Psicologia Roma, 27 giugno 2017

“Stiamo assistendo a un incremento dell’aggressivita’ percepita e della crudelta’. Forse si commettono piu’ o meno lo stesso numero di aggressioni, ma sono piu’ crudeli. In particolare, c’e’ una sorprendente crudelta’ e aggressivita’ nei bambini e negli adolescenti. Va dritto al punto, Tonino Cantelmi, presidente dell’Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale (Itci), che spiegando alla DIRE come mai stanno proliferando dentro e fuori la Rete i cosiddetti ‘haters’, esistono “due tipi di cyber-haters: gli occasionali (perche’ puo’ capitare a tutti) e gli addicts dell’odio (quelli che non ne possono piu’ fare a meno, che utilizzano i social prevalentemente per aggredire)”. Continua a leggere Haters, quando i network dell’umano si frantumano il web si espande

Come la tecnologia ci ha cambiato la vita!

Fonte: Punto Famiglia del 16/06/2017. Intervista al prof. Cantelmi “Quando la tecnologia irrompe nella vita di una persona la cambia in modo radicale. Costruisce un mondo da abitare. Alcuni studi testimoniano che già il cervello dei nostri bambini è diverso dal nostro. Un esempio è il calo dell’attenzione o della capacità di concentrarsi. L’altro cambiamento è l’immaginazione”. Continua a leggere Come la tecnologia ci ha cambiato la vita!

È veramente pericoloso postare le foto dei propri figli su Facebook?

Fonte: Il Foglio 8 giugno 2017
Il Garante per la privacy lancia l’allarme pedopernografia e avverte i genitori. Ma, spiega il professor Cantelmi, “dovremmo preoccuparci piuttosto del sexting, un fenomeno in spaventosa crescita negli ultimi tempi. Si tratta della condivisione di selfie scattati in atteggiamenti sessuali espliciti e poi condivisi su chat e forum. In Italia questo è un fenomeno sul quale ci stiamo confrontando in questi mesi e secondo le nostre stime un giovane su tre lo pratica. Se c’è un problema che riguarda l’autoviolazione della privacy e l’abbassamento della soglia del pudore su cui dovrebbe concentrarsi anche il Garante è proprio questo” Continua a leggere È veramente pericoloso postare le foto dei propri figli su Facebook?