Femminicidio, abusi, male senza senso, crudeltà: manca il senso di colpa

Fonte Sir del 21/01/2017

La mancanza di sensi di colpa connota i comportamenti più antisociali: lo stupro, il vandalismo fine a se stesso, l’abuso di bimbi indifesi, la crudeltà e il male senza senso, il bullismo e la violenza fra pari, il femminicidio.

Ha ragione Massimo Recalcati. Senza un recupero del “senso di colpa” (già, proprio di quel senso di colpa, tanto vituperato e poi seppellito, negli ultimi decenni, con esasperato accanimento, dall’esaltazione narcisistica dell’autogiustificazione, dell’indulgenza estrema con se stessi, dell’autoassoluzione senza se e senza ma e della deresponsabilizzazione dei comportamenti), ebbene senza il senso di colpa non c’è “legge” che possa iscriversi nel cuore dell’uomo, non c’è argine all’oltraggio e non c’è contenimento all’attitudine predatoria nei rapporti umani. È proprio l’assenza del senso di colpa che colpisce nella sciagurata vicenda di Pontelangorino, minuscola frazione, dove tutti si conoscono e dove tutti sono stati puntualmente sorpresi dal comportamento dei due sedicenni che hanno ucciso a colpi di ascia (a colpi di ascia nel sonno!!) i genitori di uno dei due, sfregiando senza pietà uno dei comandamenti più belli, “onora tuo padre e tua madre” perché sarai felice, espressione della gratitudine per la vita e patto fecondo tra le generazioni perché la vita stessa abbia futuro.

Come è possibile premeditare un piano così efferato senza provare una morsa al cuore, senza potersi dire “ma che sto pensando”? Come è possibile uccidere così crudelmente e poi giocare tranquillamente alla play station, come se loro stessi fossero intrappolati in un surreale videogioco dell’orrore.

La mancanza di sensi di colpa connota i comportamenti più antisociali: lo stupro, il vandalismo fine a se stesso, l’abuso di bimbi indifesi, la crudeltà e il male senza senso, il bullismo e la violenza fra pari, il femminicidio. Tornano alla mente molte altre vicende, come quella di “don” Pippo (siciliano, mite ottantenne perseguitato, torturato e ucciso da bulli privi, a detta dei magistrati, di codice etico, così, solo per gioco) oppure come quella di Foffo e Varano e la loro trappola mortale per un 23enne, ucciso per vedere che effetto fa, solo per citarne alcune. È la mancanza di senso di colpa che consente a troppi pirati della strada di travolgere le vittime e fuggire, senza fermarsi, senza tentare un soccorso e infischiandosene delle conseguenze. Ma la tragedia di Pontelangorino evidenzia altri fenomeni inquietanti.

Il primo è senz’altro l’insopportabilità del limite e l’incapacità di tollerare la frustrazione e il malessere per questa generazione di adolescenti: la violenza, efferata e crudele, esplode difronte ad ostacoli anche ragionevoli, persino minimi, posti dai genitori.

Torna alla memoria il recente caso di quella ragazza diciassettenne che in un piccolo paese, dove pure tutti si conoscevano, Melito Porto Salvo in provincia di Reggio Calabria, ha ucciso la madre, infermiera, che le voleva proibire il telefonino visto i cattivi risultati scolastici. Analogie inquietanti tra Pontelangorino e Melito. Sembra quasi che se, da un lato, abbiamo adolescenti e ragazzini che si oppongono a limiti persino minimali e che non sopportano la più piccola frustrazione, dall’altro emergono figure genitoriali e adulte sempre più sbiadite ed inconsistenti, generando una sostanziale desertificazione delle relazioni intergenerazionali.

Ma tutto questo avviene su uno sfondo caratterizzato dal trionfo narcisistico, che confonde i bisogni di io ipertrofici e i loro desideri con la realtà: la soddisfazione di noi stessi è la misura che regola gran parte del nostro agire.

È questo il mix terribile della vicenda di Pontelangorino: assenza di sensi di colpa, insopportabilità del limite, elefantiasi narcisista dell’io e nessuna regola al desiderio, anche se smisurato e irrealista. Attenzione però: questo mix, che sì, in quella vicenda ha generato un comportamento mostruoso capace di scioccare tutti, è

il mix dell’orribile normalità

che sembra connotare l’agire di molti di noi: difficile tirarsi fuori, perché Pontelangorino, almeno in parte, siamo tutti noi. Perciò basta con gli stucchevoli predicozzi, le analisi, i moralismi e i tentativi di spiegare: per quanto mostruoso quell’evento è frutto dell’inquietante normalità dell’orribile che giorno dopo giorno inconsapevolmente costruiamo.

Recuperare la responsabilità dell’agire, il senso della giusta colpa, l’importanza del limite e del sacrificio, la distinzione tra desiderio e realtà, il depotenziamento dello stile narcisistico e del bisogno di successo apparente, ebbene tutto questo potrebbe sembrare banale, eppure a mio parere è l’unica strada per restituire l’umano agli abitanti della postmodernità.

Pontelangorino è una tragedia che ci interroga tutti proprio perché non è un evento ascrivibile ad una causa eccezionale, ma è il frutto, sia pure mostruoso, di una sorta di orribile normalità abitata da tutti noi.

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Un pensiero su “Femminicidio, abusi, male senza senso, crudeltà: manca il senso di colpa

  1. Strano che gli psicologi se ne accorgano solo ora e direi finalmente, ma se oramai è da almeno 3 generazioni ,quellamia del 1970 e poi le successive fino all’ attuale di giovani e quella degli anni 80 90 ,che film violenti alimentano i giovani e parlo di film ritenuti classici come Terminator, i vari film di azione guerra i cartoni animati giapponesi e serie tv etc come Rambo 123 fino a geeg robot ,perfino nei vari guerre stellari che nei primi episodi si incentra su un combattimento con spade laser tra padre malvagio -dart vader -e figlio jedi luke skywalker,cavaliere del cd bene tipico conflitto edipico greco , Poi ci sono i vari film dell’orrore quel tizio di cui non ricordo il nome che squarta le gente nei sogni-incubi nightmare 12345678etc anche lui padre di una delle protagoniste la trilogia di venerdì 13 etc . Anche i film cinesi di arti marziali,anche quelli molto violenti . Poi c’è il caso dei videogiochi tutti basati su combattimenti e stragi dove chi ammazza di piu’ vince. Se alimentiamo come negli USA il cervello con videogiochi e film di violenza dove il disprezzo della vita è la norma è perlomeno ovvio e l’uso delle armi da fuoco viene insegnato fin da bambini (in USA ho dei conoscenti che insegnano a sparare ai figli dall’eta di 10 anni). Basti pensare poi che uno dei maggiori successi tv in questi ultimi anni sia stato il serial del serial killer dexter un poliziotto giustiziere dei cattivi norcino/macellaio….
    C’è un detto siamo quello che mangiamo…ecco noi e i ns giovani mangiamo pane e violenza (perfino i pacifisti sono dei violenti… ) purtroppo alla crescita biologica non corrisponde sempre quella cerebrale , c’è gente che a 18 anni prende la patente e il porto d’armi ma ha il cervello di un bambino e la stessa difficoltà a discernere il bene dal male il reale dal virtuale ,la vita dalla morte . Se quei due ragazzi assassini sono cresciuti a videogiochi e film di azione è colpa dei genitori che non hanno saputo educarli? si ma anche della società che permette la proiezione ed il consumo di violenza. In Usa poi la lobby industriale che produce le armi da fuoco influenza a livello culturale l’industria cinematografica e indirettamente a cascata la ns cultura. Da noi le armi da fuoco non le vendono al supermercato come in usa dove in alcuni stati puoi comprare un MITRA all’emporio vicino alla carta igienica. Con degli amici stavamo ipotizzando di creare e brevettare un nuovo tipo di arma non letale che invece di uccidere e ferire avesse solo effetti soporiferi sul sistema nervoso centrale per alcune ore . Ma se venisse effettivamente creato, un esperto di marketing ci ha predetto che forse al 50% sarebbe un flop commerciale , ha detto infatti “pensate ad un film o ad un videogioco in cui invece di eliminare/ disintegrare/ ammazzare un avversario lo addormenti …al massimo potrebbe esser venduto in farmacia per curare l’insonnia…” certo per curare l’insonnia…A me basterebbe una vecchia tribuna politica…ma per curare ed educare evitando di divenire potenziali assassini si è mai pensato di proibire film cartoni animati e videogiochi basati sulla violenza? no è come quando si scrive sulle sigarette nuoce alla salute non serve a nulla…saluti

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