Il linguaggio delle immagini mentali

Di Catia Tommassini

Il linguaggio, nel suo dispiegarsi, può dare ordine al pensiero che si forma nella mente. La comunicazione non avviene solo attraverso le parole ma con la postura, le espressioni del nostro viso, un testo scritto, un’immagine.

Parliamo con qualcuno, osserviamo il mondo intorno a noi e nella mente si formano le immagini che sono intermediarie tra il nostro pensiero e linguaggio.
Se dico “La mela è sul tavolo” io vedo col pensiero una mela golden o l’immagine caratteristica di una mela rossa su un tavolo: ci sono volute cinque parole per la frase, per l’immagine abbiamo due elementi con un legame topologico-spaziale sotto-sopra.

L’immagine visiva che traduce la frase è diretta ed immediata, un “quadro di insieme”, la frase proferita giunge a noi tramite onde sonore; quella scritta è articolata in grafemi.
Il disegno ha un alfabeto di immagini variamente componibili.

Le immagini mentali si possono distinguere in immagini percettive e creative, le prime provengono dalla percezione della retina collegate alla realtà, le seconde sono produzioni interne di origine impulsiva, inventate… (da Vygotskij “Immaginazione e creatività…” pag. 32).
Sono una rappresentazione mentale PITTORICA che si differenzia da quella PROPOSIZIONALE (secondo Paivio. Gallini “il mondo disegnato dai bambini” pag.99)
Se un’immagine colpisce la mente la memorizziamo meglio.

Il raccontare è legato al nostro pensiero narrativo (Bruner), le immagini come espressione del significato hanno una modalità che non segue le sequenze narrative ma un pensiero ANALOGICO: le immagini evocano altre immagini per somiglianza e/o emozione suscitata.
Se leggo “Spaventapasseri voleva bene a stellina” questa è una frase di una storia semplice mostrata esemplificata con burattini bidimensionali, i bambini rimasero entusiasti di questa storia poco strutturata e fecero disegni esprimendosi con estro e creatività.
Perché? L’immagine aveva dato valore espressivo alla storia evocando emozioni, rappresentando iconograficamente una frase che se fosse stata solo letta sarebbe passata inosservata.
Le prime forme di narrazione sono stati quadri disegnati, scene presentate in successione, le pitture sulle pareti delle chiese sono state le prime storie dei Santi.

Non trascurerei un altro legame importantissimo, quello tra parola ed immagine : le ONOMATOPEE dove il suono di una parola è vicino al suo significato visivo, “farfugliare”, “belare” “sbrodolarsi”.
Le onomatopee furono le prime forme espressive dell’uomo, per esprimersi e capire altri uomini.
Possiamo esprimere le emozioni in maniera diretta con un’immagine l’urlo di Munch è quella più vicina alla paura di estremamente evocativa.

Le immagini possono smontare immagini ossessive che provocano disagio alla persona: una paziente era angosciata se sentiva parlare di persone morte, anche solo ascoltando il telegiornale, l’immagine ossessiva che ne scaturiva era la fuoriuscita di sporcizia dal suo corpo. Riusciva a mitigarla immaginando una cascata abbondante di acqua che le scorreva addosso portando via lo sporco. In associazione produceva immagini di petali bianchi di ciliegio che cadevano abbondanti davanti a lei.
Un’altra disse al suo psichiatra di essere riuscita a calmare un’agitazione psichica immaginando dei cavalli al galoppo sfrenato.

Ma torniamo alle riflessioni che riguardano l’infanzia.
Tutto il mondo che circonda il bambino è un mondo di immagini di cui lui conserva il ricordo: paesaggi, persone, oggetti, tanto più ricca è l’esperienza del bambino tanto più varia la sua conoscenza, le immagini verranno contestualizzate.
Il bambino si diverte ed apprende con giochi di ruolo e finzione fa finta che la bacchetta di carta che si è costruita sia magica e di essere Mago Merlino e trasformare il contesto che lo circonda.

La lettura di un libro crea un “contesto” pari ad un film.
Chi legge ha conoscenza di significati che arricchisce con il lessico, non un ricordo di termini tratti da un dizionario, ma parole significative legate ad una realtà di oggetti, personaggi, scene.

La conquista del linguaggio verbale in sintonia con il linguaggio delle immagini è la grande conquista dell’uomo, va favorita senza imposizioni, sin dalla più tenera età, è fondamentale per la conoscenza, la personale adattiva saggezza di ciascuno.

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