Famiglia nel bosco. Cantelmi: “Siamo ad una svolta, se prevale il buon senso il dolore di oggi potrà essere cancellato

Proponiamo una rassegna stampa completa degli interventi del prof. Tonino Cantelmi sul caso della famiglia nel bosco, che ne documenta l’evoluzione giudiziaria e mediatica e chiarisce la linea interpretativa dello specialista in qualità di consulente di parte della difesa. Nei diversi contributi, Cantelmi ribadisce che, in assenza di abuso, violenza o illegalità, l’allontanamento dei minori e la drastica limitazione dei contatti con i genitori possono avere una potenzialità traumatica elevata, inducendo nei bambini paure e narrazioni distorte legate all’improvvisa “scomparsa” delle figure genitoriali. Per questo invita a superare rigidità e contrapposizioni, puntando su mediazione, “accomodamento ragionevole” e costruzione di un’alleanza educativa con i genitori, invece che su misure espulsive.

La rassegna raccoglie inoltre le sue valutazioni sui passaggi più delicati: i tempi e il significato della perizia psicologica disposta dal Tribunale (considerata “un’opportunità di chiarezza”, ma da svolgere con tempi compatibili con i bisogni dei bambini), il rischio di ulteriori traumi in caso di scelte drastiche (come un eventuale allontanamento della madre dalla struttura), e le cautele sulla scolarizzazione: Cantelmi ritiene che inserimenti accelerati possano essere “laceranti” e propone piuttosto di sostenere una scuola parentale fatta bene, accompagnando gradualmente la socializzazione e la tutela sanitaria. Nel complesso, la sua posizione converge su un obiettivo: trovare un equilibrio virtuoso che corregga le criticità emerse senza spezzare il legame familiare, perché – se prevale il buon senso – “il dolore di oggi” non si protragga e possa essere progressivamente superato. Continua a leggere Famiglia nel bosco. Cantelmi: “Siamo ad una svolta, se prevale il buon senso il dolore di oggi potrà essere cancellato

Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social

Nella consulenza tecnico-scientifica, redatta per la class action promossa dal MOIGE e dallo Studio Ambrosio & Commodo contro Meta e TikTok, Tonino Cantelmi riporta le evidenze relative a come l’uso prolungato dei social da parte dei minori possa determinare un danno biologico di natura neuropsichiatrica. Anche grazie al contributo della collega Prof.ssa Marta Cacciotti, emerge che questi strumenti possono alterare alcuni processi di pensiero, aumentare l’impulsività, favorire ansia e depressione e, soprattutto, incidere sul circuito della ricompensa in un cervello ancora in sviluppo, fino a determinare possibili modificazioni cerebrali permanenti. Si tratta di dati che rafforzano la necessità di regole molto più stringenti per tutelare davvero i giovani nell’uso dei social media. Continua a leggere Il danno biologico di natura neuropsichiatrica come conseguenza dell’uso del social